La storia

“Il Pedale nel Cuore”

Che cos’e’ il ciclismo per me?
Bisogna partire dal lontano 1987 quando un ragazzino di nome Claudio, aveva un sogno.
Diventare un calciatore.
Iniziai a giocare all’eta’ di 6 anni nei Pulcini del mio paese.
Ogni notte il sogno era ricorente.
Il mio compagno di stanza, mio fratello Giovanni, non faceva altro che raccontarmi che la notte, mentre dormivo,
parlavo…parlavo…parlavo…di calci di punizioni…..passa la palla…..e’ goal……!
Il tutto fino a 17 anni, quando il sogno non divenne realta’.
Ad un tratto le mie capacita’ calcistiche si ridussero notevolemente.
Finirono gli stimoli, anche se lo sport del calcio, quello degli anni ’80 mi rimarra’ nel cuore.

 

Scopri’ il ciclismo.
Capi’ da subito che il soffrire in questo sport e’ fondamentale.
Capi’ che amare quelle due ruote che girano per molte ore, diventa un qualcosa di unico.
Unico perche’ ti fa viaggiare all’interno del nostro io…..girare come gira la vita….e capire effettivamente cosa e’ lo sport quando davanti a te c’e’ solo un percorso da fare….
E come diceva un noto professionista del ciclismo:
“La bicicletta insegna cos’è la fatica, cosa significa salire e scendere – non solo dalle montagne, ma anche nelle fortune e nei dispiaceri – insegna a vivere. Il ciclismo è un lungo viaggio alla ricerca di se stessi”.
E una volta trovato il punto dove iniziare……ecco la sfida:
Una sfida che obbiettivamente non ha un nome e neanche un scopo prefissato.
E’ una sfida e basta.
All’interno di essa ci si puo’ trovare diversi significati.
C’e’ chi ci vede la liberta’…..
chi un momento della propria vita…………
chi un dopo lavoro…………..
chi un scopo agonistico………..
chi invece l’uscita di un tunnel…………….
chi l’esplorare………e potrei continuare all’infinito…!!!!!
Ma qualsiasi significato si trae, la bici, il ciclismo e’ passione.
E per me e’ stato anche una risoluzione.
Un qualcosa che molti non potranno mai capire.
Un qualcosa che ha modificato il mio modo di essere.
“Il ciclista non è mai solo.
Egli è accompagnato dai suoi pensieri, perché ne ha e sono dolci.
E’ accompagnato dai suoi ricordi, perché ne ha e li ricorda: non li rimuove.
Vede le prospettive, le luci, i rapporti tra loro.
Sente gli odori buoni e quelli cattivi, tenta le strade dove il buono aumenta anche lievemente, si ritrova a percorrere per istinto olfattivo i luoghi belli.
Capisce in un attimo dove si trova perchè il mondo e vasto ma nello stesso tempo piccolo” Cit.

Il ciclismo per me non e’ solo passione o determinare il risultato.
Il ciclismo e’ una strada infinita dove trovare il punto d’arrivo diventa un’impresa……..e dove ogni salita’ e’ una sfida….e come diceva un ragazzo dal sorriso bellissimo:
Il ciclismo a me piace perché non è uno sport qualunque. Nel ciclismo non perde mai nessuno, tutti vincono nel loro piccolo, chi si migliora, chi ha scoperto di poter scalare una vetta in meno tempo dell’anno precedente, chi piange per essere arrivato in cima, chi ride per una battuta del suo compagno di allenamento, chi non è mai stanco, chi stringe i denti, chi non molla, chi non si perde d’animo, chi non si sente mai solo. Tutti siamo una famiglia, nessuno verrà mai dimenticato. Chi, scalando una vetta, ti saluta, anche se ti ha visto per la prima volta, ti incita, ti dice che “è finita”, di non mollare. Questo è il ciclismo, per me. (Marco Pantani).
…e quando sono andato all’Otztaler, in quei primi 140 km di pioggia incessante, la forza mi e’ stata data , da tutta quella gente che gridavano un semplice Up….Up….Up…Up…..!
In quel grido ho pensato a quanta sofferenza ho subito nel mio io…..e che in quel momento stavo per compiere un qualcosa che in quegli anni ’80 mai avrei pensato…..ma soprattutto sognato!
Da quel momento ho voluto condividere la mia idea e la mia passione con degli amici che mai avrebbero pensato di poter pedalare ed esaudire i loro sogni ciclistici.

Nessun Campione….nessuno che possa avere grilli sulla testa.

Semplicemente la bici, e due pendali che girano……
Questo e’ …… il ciclismo per me …… per NOI!!!
Poco..o piu’…